mercoledì 4 novembre 2015

Trecento secondi, di Patrizia Fortunati


TRECENTO SECONDI
di Patrizia Fortunati
Falco Editore, pag.176
Genere: Romanzo 

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“Trecento secondi” è una sfida letteraria, per due motivi: racconta di un argomento scomodo, la violenza di una donna verso un uomo e perché la voce narrante è un uomo, il protagonista, ma chi ne scrive la storia è una donna. Una sfida che ci auguriamo superi le aspettative della stessa autrice perché si fa portavoce di un dolore taciuto ma devastante, quello di Paolo, un uomo normale, che vede la sua vita sconvolta dalla moglie, la quale da un giorno all’altro lo lascia, portando via i suoi tre figli e con la complicità dei genitori, sporge un numero spaventoso di denunce verso il marito, per violenza fisica e psicologica e per abusi sessuali. La vita di Paolo diviene un caos di incontri con giudici, avvocati, psicologi e assistenti sociali, tutti dediti a decidere se è un buon padre o un orco. La sua colpa, se è necessario trovarla, è quella di voler amare sua moglie Francesca, forse salvarla dalla sua perenne inquietudine ed essere un padre per i suoi ragazzi. Non è un romanzo e forse il suo intento non è neanche quello di essere una denuncia sociale, di certo lo scopo è quello di dare voce a tantissimi padri separati che vengono allontanati dai propri figli, privati della casa, a volte costretti a vivere ai limiti della povertà, ritenuti a priori colpevoli della separazione. Da leggere, può essere di aiuto a molti padri e di insegnamento a molte madri e può liberare i figli dal fardello di essere pedine inconsapevoli di una separazione. Come Paolo ci insegna: “Si resiste e si continua a vivere. Così ho imparato a fare io. Disperatamente.”



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