domenica 29 novembre 2015

La recensione del giorno: "Quattordici giorni" di Christian Sciatt

QUATTORDICI GIORNI.
UN VIAGGIO ALL'INTERNO DEL SISTEMA
di Christian Sciatt
Echos Edizioni, 2015. pag.110
Genere: narrativa italiana

Ho letto la sinossi di questo libro, prima ancora di iniziare a leggerlo e ho pensato subito al giuramento di Ippocrate, tanto caro ai medici. Poi inizio la lettura ed eccolo, in prima pagina, il giuramento che dovrebbe garantire al paziente la giusta attenzione e al medico che la sua passione ancestrale per la salute dei pazienti durerà per sempre. Eppure a volte, la burocrazia, la stanchezza, i turni massacranti, la passione che viene meno, fa dimenticare cosa ha mosso un giovane studente ad intraprendere proprio gli studi medici e, come al solito, chi ci rimette è anche chi ha più bisogno di queste competenze, che diventa un corpo poco o nulla funzionante, un mucchio di cartelle mediche, un numero invece che un nome e cognome, una scocciatura insomma. Se da una parte non possiamo che immedesimarci nel paziente e nella sua sofferenza, tanto più che si tratta di un lungodegente, ciò che emerge dalla lettura è una serie di domande: perché un medico agisce così? È il burnout? Quando il suo essere vulnerabile come tutti gli fa dimenticare la sua responsabilità nella salvezza di un uomo che a lui si rivolge? Quanto è giusto che il medico curi lo spirito oltre che il corpo entrando così intimamente nella vita di una persona? Un libro che ha il merito di porre domande e di dare anche qualche risposta, senza prendersi troppo sul serio.

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