mercoledì 18 novembre 2015

La recensione del giorno: "Diario di guerra contro gli zombie" e "Apocalisse anno 10" di Nicola Furia

DIARIO DI GUERRA CONTRO GLI ZOMBIE
di Nicola Furia
Edizioni REI, 2015, pag.190
Genere: horror


Il libro di esordio per un ufficiale dei Carabinieri in congedo che scrive con lo pseudonimo di Nicola Furia, protagonista del libro stesso. Non è del tutto corretto inserirlo nel genere horror, si tratta di un’opera a metà strada tra il thriller psicologico e l’horror, ma per lo stile narrativo e le descrizioni così professionali dei fatti, non esisterei a considerarlo un vero diario di guerra, come indicato dal titolo. Ambientato in un’Italia moderna conquistata dagli zombie, al centro di un mondo invaso da morti resuscitati che attaccano i vivi creando una pandemia mostruosa e assassina. L’unico capace di resistere è un colonnello della provincia di Rieti, intenzionato ad ogni costo a salvare l’umanità, o almeno la parte a lui più vicina, che senza esitazione utilizza ogni mezzo, anche violento ed illecito per raggiungere il suo scopo. L’autore utilizza la metafora degli zombie per narrare un Italia colpita dalla corruzione e dall’amoralità, è una critica al nostro sistema politico e sociale, non teme di apparire violento e non usa mezze misure. E’ un libro per appassionati del settore che ne rimarranno certo entusiasti, ma vuole essere anche una denuncia di quanto sia divenuto labile il confine fra il bene e il male.

APOCALISSE ANNO 10. 
VIAGGIO NELL'ITALIA DEGLI ZOMBIE
di Nicola Furia
Editore Arkasia, 2015, pag.280
Genere: horror

La storia riprende dieci anni dopo le vicende del colonnello Nicola Furia, il quale era riuscito a trarre il meglio dall’apocalisse zombie che aveva contrastato con coraggio, creando un genere umano di guerrieri pronti a combattere per ideali positivi. Questa volta la protagonista è una giovane giornalista, Silvia Ferri, che avrà il compito di narrare al mondo la pericolosa missione di un piccolo esercito di miliziani che partirà da Roma alla volta della Basilicata per indagare la sorte di alcuni sopravvissuti all’apocalisse zombie. Lo stile narrativo è simile al libro che lo precede, con appunti di viaggio, trascrizioni di dialoghi ed interviste, sicuramente retaggio della vita professionale dello scrittore, e aiuta il lettore a rimanere incollato alla storia. I dialoghi sono sempre serrati, crudi e violenti, la ricerca di un bene superiore, la lotta alla corruzione e al potere dei più cinici non consente abbellimenti stilistici. Rispetto al “diario di guerra contro gli zombie” qui è ancora più evidente la ricerca della speranza in un mondo migliore, dove il rispetto, gli ideali, la responsabilità e l’onore possano trionfare sul male e sul disfacimento sociale. Per questo motivo, il libro si appresta ad essere letto dagli appassionati del settore, ma è leggibile da tutti, è un libro di denuncia che vuole incoraggiare a cercare il riscatto dai mali della nostra società.

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