lunedì 30 novembre 2015

La recensione del giorno: "La strega dagli occhi viola" di Valentina Fontan

LA STREGA DAGLI OCCHI VIOLA
di Valentina Fontan
Book Sprint Edizioni, 2015, pag.525
Genere: romanzo fantasy

Il romanzo d’esordio per questa giovane scrittrice che ci sbalordisce con un fantasy dal tono fiabesco, leggibile non solo dagli appassionati, ma da tutti i lettori di narrativa, per i toni leggeri e delicati. Ci sono gli ingredienti per un’appassionante storia fantasy: spiriti misteriosi, principi, maghi e soprattutto questa strega bellissima dagli occhi viola, Sarah, che nel corso della storia conoscerà le sue origini nobiliari. Non ci dilunghiamo sulla trama, che va scoperta in ogni sua pagina, ma è degna di nota la minuziosa e precisa psicologia dei protagonisti, oltre che la descrizione fisica, che aiuta l’immaginazione del lettore. Il merito dell’autrice è di aver reso vivi e visibili i suoi protagonisti e di aver descritto le molteplici sfaccettature di queste personalità, nel confine labile fra bene e male, presente in tutti, anche nei protagonisti positivi, senza inutili sentimentalismi, ma riuscendo a trovare una morale anche laddove la lettura chiederebbe un momento di svago per i più giovani o per gli amanti del fantasy. Quindi l’accettazione delle altrui diversità e il dialogo come base fondante di una pace fra i popoli, tema sociale così moderno, sono i nodi cruciali su cui si poggia la storia. Da notare i dialoghi serrati che attraversano tutto il romanzo, donando un tocco cinematografico alla storia.


domenica 29 novembre 2015

La recensione del giorno: "Quattordici giorni" di Christian Sciatt

QUATTORDICI GIORNI.
UN VIAGGIO ALL'INTERNO DEL SISTEMA
di Christian Sciatt
Echos Edizioni, 2015. pag.110
Genere: narrativa italiana

Ho letto la sinossi di questo libro, prima ancora di iniziare a leggerlo e ho pensato subito al giuramento di Ippocrate, tanto caro ai medici. Poi inizio la lettura ed eccolo, in prima pagina, il giuramento che dovrebbe garantire al paziente la giusta attenzione e al medico che la sua passione ancestrale per la salute dei pazienti durerà per sempre. Eppure a volte, la burocrazia, la stanchezza, i turni massacranti, la passione che viene meno, fa dimenticare cosa ha mosso un giovane studente ad intraprendere proprio gli studi medici e, come al solito, chi ci rimette è anche chi ha più bisogno di queste competenze, che diventa un corpo poco o nulla funzionante, un mucchio di cartelle mediche, un numero invece che un nome e cognome, una scocciatura insomma. Se da una parte non possiamo che immedesimarci nel paziente e nella sua sofferenza, tanto più che si tratta di un lungodegente, ciò che emerge dalla lettura è una serie di domande: perché un medico agisce così? È il burnout? Quando il suo essere vulnerabile come tutti gli fa dimenticare la sua responsabilità nella salvezza di un uomo che a lui si rivolge? Quanto è giusto che il medico curi lo spirito oltre che il corpo entrando così intimamente nella vita di una persona? Un libro che ha il merito di porre domande e di dare anche qualche risposta, senza prendersi troppo sul serio.

sabato 28 novembre 2015

La recensione del giorno: "Poesie di periferia" di Roberta Fausta Ilaria Visone

POESIE DI PERIFERIA
di Roberta Fausta Ilaria Visone
Editore Youcanprint, 2014, pag.64
Genere: raccolta di poesie

Giovanissima autrice, docente, traduttrice, una ragazza dalle mille sfaccettature che crea un’opera quanto mai originale, una sorta di autobiografia in poesia, anzi una raccolta di poesie, divise per tematiche, che le sono state ispirate dai fatti reali della sua giovane ma intensa vita e che dona ai lettori, con un linguaggio dolce e intenso, un insieme di storie, o immagini, che fanno riflettere e sognare. Le poesie non sono solo in lingua italiana, ma anche in lingua straniera e in dialetto, il linguaggio è poetico ma giovanile, i temi trattati vanno dall’amore, alla musica, a temi sociali più alti, al dolore e alla perdita delle persone amate. In una raccolta di poesie è automatico scegliere i propri versi preferiti e lasciamo al lettore la curiosità di trovare i propri. Io vi suggerisco “Hai lasciato un mondo saturo”, dedicata al padre, che denota una maturazione emotiva della scrittrice, che trova nel dolore del lutto una luce di speranza e di vita aldilà della perdita.  Una raccolta di storie, scritte in periferia, quando da giovani la città sembra così lontana e ricca di stimoli, che ha saputo trovare, nel suo essere isolata dalla vita cittadina, la ricchezza dell’introspezione e del silenzio, quando quest’ultimo non è isolamento ma ascolto e apertura all’altro.

venerdì 27 novembre 2015

La recensione del giorno: "Profumo di falsa libertà" di Sam Voight

PROFUMO DI FALSA LIBERTA'
di Sam Voight
Midgard Editrice, 2015, pag.62
Genere: romanzo

Il romanzo d’esordio per questa giovane studentessa di Scienze della comunicazione alle prese con una storia difficile e dolorosa. Se c’è una cosa che arricchisce i giovani scrittori è la capacità invidiabile di scrivere storie amare con delicatezza e una nota di speranza che i più adulti purtroppo perdono con l’età e l’esperienza. Alexis, la protagonista, è una prostituta giovanissima che decide di uscire dal giro e di cambiare vita, con le inevitabili difficoltà imposte da chi invece vuole impedire questa sua scelta di cambiamento.

La libertà sarà la meta da conquistare con forza, anche a costo di fuggire tutti i giorni della vita. Alexis sceglie di contrastare la violenza di cui è vittima con la promessa di una vita migliore perché non c’è ricchezza più grande dell’orgoglio e del proprio coraggio quando decidi che è l’amore vero ciò che deve fare girare la tua vita. Una donna forte ma al tempo stesso vulnerabile la nostra protagonista che parla alle donne di riscatto dalla violenza, di diritto di scegliere i proprio destino e di libertà di correre sotto la pioggia con l’unica certezza di avere meritato finalmente la propria libertà.

giovedì 26 novembre 2015

La recensione del giorno: "Una corsa per la vita" di Fabiano Pini

UNA CORSA PER LA VITA
di Fabiano Pini
Edizioni Il Molo, 2015, pag.508
Genere: narrativa italiana

Fabiano Pini è al suo secondo romanzo, a pochi anni dall’esordio e dopo il felice diversivo della pubblicazione di Natalino. Lo troviamo oggi alle prese con una scrittura impegnata e matura, la storia di un pilota di rally, Fabio Autieri, che vede la sua felice e appagante vita di campione automobilistico sconvolta per la morte del suo navigatore e amico fraterno Andrea. Il dolore per questa perdita e il senso di colpa riempiono i successivi undici anni di vita e sarà questo viaggio obbligato e gli incubi che lo perseguitano a favorire la sua lenta ma positiva ripresa. Tornerà a gareggiare e a vincere, non prima però di aver imparato ad affidarsi all’amore di Laura e superato l’esame difficile per riprendere la licenza di conduttore. Un’opera sulle complessità della vita e sulla fiducia in se stessi, sulla perseveranza necessaria a superare gli ostacoli, quando ciò che blocca non è la sfortuna o il fato, ma il timore di non farcela e la responsabilità di dover investire tanto di sé nella ricerca della felicità e del successo. Per questo motivo, il brindisi del Commissario, uno strano personaggio che accompagnerà il nostro eroe nella sua rinascita, non è dedicato solo al pilota e al successo ritrovato, ma ad ogni uomo che, nonostante il dolore, riesce a sollevarsi e a vincere di nuovo.

mercoledì 25 novembre 2015

La recensione del giorno: "Prima o poi" di Michael Perth

PRIMA O POI
di Michael Perth
Montechino Editore, 2015, pag.300
Genere: narrativa italiana

Un proverbio cinese recita: “Chi torna da un viaggio non è mai la stessa persona che è partita” e certamente calza a pennello ai protagonisti di questo libro, dieci personaggi, che non si conoscono, partono alla volta della Versilia, turisti come chiunque altro, ma inconsapevoli di essere alla ricerca di un senso da dare alla propria vita, forse una svolta, come accade a Valentina e Alessandro, due di loro.

Un libro da leggere in spiaggia per fantasticare sul vicino di ombrellone, o comodamente davanti al caminetto, per trascorrere ore serene. Il merito di questo libro è di metterci di fronte ai nostri errori, le nostre paure, le incoerenze e le indecisioni, in maniera delicata, senza clamore o tragedie, di cui è piena la vita odierna e di cui non abbiamo ulteriore bisogno.
L’autore invece ci porge la sua mano, con le fattezze del buffo angelo Aramis e si vuole prendere cura delle anime in attesa di vivere, anime come noi, che possiamo immedesimarci in uno dei protagonisti e scoprire come è semplice decidere di prendere in carico la propria vita e il proprio destino, senza lasciare che la vita faccia da sé. Un libro che vuole essere di insegnamento, che ci lascia un sorriso, un messaggio di speranza e un gran desiderio del mare toscano.





martedì 24 novembre 2015

La recensione del giorno: "Un volo di farfalle" di Brunella Giovannini

UN VOLO DI FARFALLE
 di Brunella Giovannini
Edizioni Leucotea, 2015, pag.93
Genere: narrativa italiana

Una storia quanto mai dolorosa e attuale, quella dei profughi in fuga dalla Siria che sbarcano in Sicilia con la speranza di una nuova vita e di un futuro per i propri figli, ma al tempo stesso originale e piena di speranza perché narrata da una donna che parla di donne e di bambine, con la purezza, l’amore innocente e senza pregiudizi che solo i bambini sanno insegnare. Anna Paola e Aisha si conoscono durante il loro ricovero, per motivi diversi, presso l’ospedale di Agrigento, ma un precedente incontro, avvenuto in un’altra dimensione, ha già deciso per loro un’amicizia profonda a duratura. Sarà l’arrivo di una terza bambina, Grace, a rinforzare il piccolo trio e ad insegnare agli adulti che non è il colore della pelle o la religione a definire il fine ultimo della nostra vita e delle relazioni che intessiamo.
Un libro leggero che si legge tutto d’un fiato e che vuole lanciare un messaggio di speranza, di condivisione e di pace alla luce delle tragiche morti nel Mediterraneo nell’ottobre del 2013 e che ha il suo incipit o ispirazione nella poesia della stessa autrice “Un fiore per Nadir” nata per celebrare le gravi perdite di quel naufragio. Da leggere, per non accontentarsi dei numeri forniti dai telegiornali senza conoscere le storie di chi quei viaggi li tenta con coraggio e determinazione.

lunedì 23 novembre 2015

La recensione del giorno: "Pratiamente tutti gnudi sur purma!!!" di Fabiano Pini

PRATIAMENTE TUTTI GNUDI SUR PURMA!!!
AMICIZIE E STORIE DI UN PISANO D.O.C.G.
di Fabiano Pini, 2012, pag.145
Genere: narrativa italiana

C’è qualcosa di assolutamente mai letto, almeno da chi scrive questa recensione, in un libro, cioè un elenco così dettagliato di amici e amiche a cui quest’opera è dedicata, a partire da quelli della scuola elementare fino all’età adulta, fatto che denota oltre all’assoluta devozione  verso l'amicizia da parte dell’autore, una notevole memoria affettiva. C’è invece qualcosa che manca, ed è un meaculpa, cioè la difficoltà di leggerlo con l’accento pisano che meriterebbe, che lo renderebbe più vicino al lettore. Un libro delicato, che si legge con piacere e che ci fa rimpiangere le amicizie perse, quelle in cui avremmo potuto investire di più, quelle che per pigrizia o per i troppi impegni abbiamo lasciato andare. L’Amicizia, con l’iniziale maiuscola come narra l’autore, è la protagonista principale e descrive la “voglia di restare uniti al fine di spalleggiarsi per affrontare i disagi e i pericoli”. Una sorta di autobiografia per l’esordio di questo scrittore, che ci stupisce con la sua garbata ironia e con i racconti di una giovinezza spensierata e piena di buoni sentimenti e infine il saluto periodico a gli Amici, attraverso la sua personale “scatolina”, a cui non si può rinunciare anche se si è raggiunta l’età della maturità e delle responsabilità familiari.






sabato 21 novembre 2015

La recensione del giorno: "Acqua di carta" di Stefano Medaglia

ACQUA DI CARTA
di Stefano Medaglia
Editore Montechino, 2015, pag.232
Genere: narrativa italiana

Il secondo romanzo per il nostro autore, ma anche il libro d'esordio per Montechino Editore, ha un titolo e una trama che può essere solo beneaugurante per chi si occupa di lettori e scrittori. Il libro colpisce fin dalla prima pagina, con una vignetta che dovrebbe essere ospitata in ogni libro che vuole rimanere fedele al suo lettore: “Il mio viaggio inizia tra le mani di…… In caso di trafugamento o smarrimento, è qui che vorrei tornare”. Difficile collocarlo in un genere letterario, fra il diario di viaggio e il romanzo d'amore, la narrazione è originale e sorprendente, lascia libero il lettore di scegliere le fattezze e il destino dei protagonisti. Il principale di questi, Tango, è uno strano personaggio che veste gli abiti del lettore, dello scrittore, del libro stesso, confondendoci a volte e rendendo impossibile separarsi dalla sua storia, che ha qualcosa di onirico e immaginifico in ogni pagina. Il viaggio di Tango attraverso tante mani e tante città lungo una narrazione di cui lui è protagonista e al tempo stesso scrittore, è anche una storia d’amore, intensa come solo un lettore che ama il suo libro può comprendere. Chi poteva immaginare che un libro potesse ricambiare l’amore della sua prima lettrice tanto da cercarla fino e tornare da lei? E quanti di noi lettori e lettrici vorrebbero essere l'oggetto d'amore del proprio libro preferito?


giovedì 19 novembre 2015

La recensione del giorno: "Le fantastiche avventure di Natalino" di Fabiano Pini


LE FANTASTICHE AVVENTURE DI NATALINO

NATALINO E LA MUSICA

NATALINO AL CARNEVALE

NATALINO E LA RACCOLTA DIFFERENZIATA

LA VACANZE AL MARE DI NATALINO

di Fabiano Pini
Edizioni Il Molo, 2014, pag.30
Genere: lettura e gioco per bambini


Abbiamo avuto il piacere di visionare e curiosare i primi 5 volumetti dei 12 previsti dalla Collana Stella Marina e ne siamo entusiasti. Natalino è un personaggio per bambini con l'aspetto di un libro, già questo aiuta i piccoli lettori ad avvicinarsi alla lettura. Si tratta di volumetti carini e leggeri, utili da portare a scuola, in vacanza, dai nonni, ovunque un bambino dai 5 ai 7 anni abbia bisogno di trascorrere del tempo, colorando, leggendo o svolgendo giochini divertenti come i cruciverba, gli indovinelli o gli anagrammi. Ciò che colpisce subito di questi volumetti è l'assenza di colore, tutte le pagine sono in bianco e nero, ad esclusione della copertina. L'autore lascia libero il bambino di colorare non solo le pagine deputate a questa attività ma anche tutte le altre, in modo da rendere il libro assolutamente personalizzabile. I caratteri sono grandi e facilitano la lettura dei più piccoli. Questa collana ha un ruolo ludico ma anche educativo, evidente soprattutto nel 4° volume "Natalino e la raccolta differenziata" che insegna ai bambini, in maniera coinvolgente, il corretto smaltimento dei rifiuti.
Utilissimi per tenere lontani i bambini da televisione e videogiochi.

mercoledì 18 novembre 2015

La recensione del giorno: "Diario di guerra contro gli zombie" e "Apocalisse anno 10" di Nicola Furia

DIARIO DI GUERRA CONTRO GLI ZOMBIE
di Nicola Furia
Edizioni REI, 2015, pag.190
Genere: horror


Il libro di esordio per un ufficiale dei Carabinieri in congedo che scrive con lo pseudonimo di Nicola Furia, protagonista del libro stesso. Non è del tutto corretto inserirlo nel genere horror, si tratta di un’opera a metà strada tra il thriller psicologico e l’horror, ma per lo stile narrativo e le descrizioni così professionali dei fatti, non esisterei a considerarlo un vero diario di guerra, come indicato dal titolo. Ambientato in un’Italia moderna conquistata dagli zombie, al centro di un mondo invaso da morti resuscitati che attaccano i vivi creando una pandemia mostruosa e assassina. L’unico capace di resistere è un colonnello della provincia di Rieti, intenzionato ad ogni costo a salvare l’umanità, o almeno la parte a lui più vicina, che senza esitazione utilizza ogni mezzo, anche violento ed illecito per raggiungere il suo scopo. L’autore utilizza la metafora degli zombie per narrare un Italia colpita dalla corruzione e dall’amoralità, è una critica al nostro sistema politico e sociale, non teme di apparire violento e non usa mezze misure. E’ un libro per appassionati del settore che ne rimarranno certo entusiasti, ma vuole essere anche una denuncia di quanto sia divenuto labile il confine fra il bene e il male.

APOCALISSE ANNO 10. 
VIAGGIO NELL'ITALIA DEGLI ZOMBIE
di Nicola Furia
Editore Arkasia, 2015, pag.280
Genere: horror

La storia riprende dieci anni dopo le vicende del colonnello Nicola Furia, il quale era riuscito a trarre il meglio dall’apocalisse zombie che aveva contrastato con coraggio, creando un genere umano di guerrieri pronti a combattere per ideali positivi. Questa volta la protagonista è una giovane giornalista, Silvia Ferri, che avrà il compito di narrare al mondo la pericolosa missione di un piccolo esercito di miliziani che partirà da Roma alla volta della Basilicata per indagare la sorte di alcuni sopravvissuti all’apocalisse zombie. Lo stile narrativo è simile al libro che lo precede, con appunti di viaggio, trascrizioni di dialoghi ed interviste, sicuramente retaggio della vita professionale dello scrittore, e aiuta il lettore a rimanere incollato alla storia. I dialoghi sono sempre serrati, crudi e violenti, la ricerca di un bene superiore, la lotta alla corruzione e al potere dei più cinici non consente abbellimenti stilistici. Rispetto al “diario di guerra contro gli zombie” qui è ancora più evidente la ricerca della speranza in un mondo migliore, dove il rispetto, gli ideali, la responsabilità e l’onore possano trionfare sul male e sul disfacimento sociale. Per questo motivo, il libro si appresta ad essere letto dagli appassionati del settore, ma è leggibile da tutti, è un libro di denuncia che vuole incoraggiare a cercare il riscatto dai mali della nostra società.

martedì 17 novembre 2015

La recensione del giorno: "Al di là del baratro" di Giuseppe Pellegrino

AL DI LA' DEL BARATRO
di Giuseppe Pellegrino
Runa Editrice, 2015, pag.327
Genere: romanzo

Il terzo romanzo di una trilogia per questo autore, “che basa sull’evento casuale la mutazione radicale della propria esistenza”. Eugenio è un marito innamorato e padre di due figlie, un uomo come tanti che si trova improvvisamente a vivere otto lunghi mesi di disoccupazione, durante i quali tutte le certezze crollano e la disperazione bussa alla sua porta. Quando tutto sembra risolversi per il meglio, il ritorno al lavoro si rivela un incubo peggiore del precedente. Qualcosa di oscuro manovra i fili dell’azienda per cui lavora e la vita delle persone che ne fanno parte e quando Eugenio eredita a sorpresa questa azienda, sente tutto il peso e la responsabilità di risollevarne le sorti, salvare ciò in cui crede appassionatamente contrastando la corruzione, le contraddizioni si chi falsamente di definisce a favore dell’azienda e gli interessi personali che si celano dietro le quinte. Un romanzo attualissimo, a sfondo sociale, che narra la difficoltà di trovare e mantenere un lavoro, prima, e poi il desiderio di fare del proprio lavoro una missione, la realizzazione della vita stessa, di un sogno, anche quando la realtà e le trame nascoste fanno di tutto per impedire di saltare al di là del baratro.

lunedì 16 novembre 2015

Le recensione del giorno: "Il signore dei racconti" di Elena Mandolini

IL SIGNORE DEI RACCONTI
di Elena Mandolini
Editore Albatros, 2014, pag.140
Genere: thriller

Il romanzo d’esordio per questa scrittrice arrivato in semifinale ad un concorso della Feltrinelli. La passione dell’autrice per il cinema e il teatro rende questo libro interessante, ottimamente strutturato, dettagliato nelle descrizioni ma non tale da disturbare la fantasia del lettore. Giulio, il protagonista, è un ragazzo quattordicenne timido e vittima del bullismo, un genio in letteratura ma imbranato nello sport. Un giorno conosce una presenza misteriosa e inquietante, che lui chiamerà “il signore dei racconti”, che gli promette successo e fama, lo assicura della possibilità di cambiare il suo destino, esigendo qualcosa in cambio, perché “si dà e si toglie”. Ciò che Giulio ancora non conosce è il prezzo di quello scambio, che sarà ben più grave di ciò che adesso ritiene di voler ottenere. Un thriller che offre occasioni di riflessione, che chiede di riflettere su quanto siamo disposti a sacrificare, troppo spesso, per ottenere ciò che desideriamo, senza valutare quanto questi desideri snaturano la nostra stessa essenza e cambiano il corso del nostro destino. Il signore dei racconti è quello che definiamo come “vendere l’anima al diavolo”, è un compromesso, una via di fuga troppo facile per lasciare agli altri il peso delle nostre mancanze e non assumerci l’onere di gestire in prima persona la nostra sorte.

domenica 15 novembre 2015

La recensione del giorno: "Il gentilcane" di Giulianna D'Annunzio

IL GENTILCANE
di Giulianna D'Annunzio
Spunto Edizioni, 2015, pag.105
Genere: narrativa italiana

Il romanzo d’esordio di questa autrice promette di essere da subito una bellissima lettura. La scrittrice è un’insegnante di educazione fisica e l’intento educativo di questo libro, pur non essendo palese, è sicuramente forte. Consigliamo la lettura a tutti, anche ai bambini, magari a scuola. Pedro, questo è il nome del gentilcane, può essere il nostro cucciolo, o quello che sogniamo di adottare; è simpatico, giocherellone, premuroso con i suoi simili, attento ai suoi umani. Parla la nostra lingua, o almeno ci piace crederlo e non conoscendo il nome di chi incontra, ne sceglie uno per ciascuno. Così Lungo sarà il gentile ragazzo che lo salverà insieme ai suoi fratelli e colui che gli troverà una casa e Mia l’umana che lo accoglierà. Pedro ama rotolarsi nella sabbia o sul prato, si definisce un po’ cane da salotto e un po’ cane da guardia, è sicuro di se e scanzonato. Vi siete mai chiesti se il vostro cane parla, è capace di rispondervi, di pensare tra sé e sé? Questo libro tenta di darvi una risposta o quantomeno ci piace pensare che lo sia, che il nostro migliore amico su quattro zampe sia più saggio di noi che spesso ci perdiamo dietro ad affanni inutili e sacrifichiamo la vera essenza della vita.

sabato 14 novembre 2015

La recensione del giorno: "Otto. Luce e ombra" di Jean Christophe Casalini

OTTO. LUCE E OMBRA
 di Jean Christophe Casalini
Editore Vertigo, 2015, pag.236
Genere: thriller

Il primo libro per questo autore e promette da subito di non finire nel dimenticatoio. Già dalla scelta della copertina, un Narciso che si specchia su uno sfondo nero, e dal titolo, un palindromo, capiamo che non è solo un thriller, ma una narrazione fortemente psicologica, con tratti psicotici che ci fanno dubitare che il nostro protagonista sia del tutto sano di mente. Otto è un mago non molto talentuoso con una normale vita di coppia che presto va in crisi a causa anche delle condizioni lavorative non felici. Sarà il riflesso di Otto a salvarlo o a gestire la sua vita per sempre, rendendolo famoso e di nuovo affascinante agli occhi di Anna, irresistibile al mondo, ma forse per sempre vittima del volere dell’Ombra. Quest’ultima è forse il personaggio più interessante poiché è lo stesso lettore che può, nella sua fantasia, dargli un volto. Possiamo immaginarlo come un doppio letterario, alla stregua del “Ritratto di Dorian Gray” o pensare che l’Ombra sia la parte inferiore della personalità del protagonista stesso, e accogliere l’insegnamento junghiano secondo cui non accettare la presenza dell’ombra, la parte più oscura e negativa di noi, ci condanna ad una vita parziale, poiché questa entità scura, non riconosciuta, deciderà di vivere un'esistenza propria, rendendoci la vita difficile.

venerdì 13 novembre 2015

La recensione del giorno: "Oh mio Puccini caro" di Virginia Cerrone

OH MIO PUCCINI CARO
di Virginia Cerrone
Editore Lab Edition, 2015, pag.90
Genere: romanzo

In questo romanzo il maestro Puccini non è il protagonista ma fa da sfondo, anzi da colonna sonora alla vita della protagonista, Liù Donati, e alla sua storia d’amore. La nostra Liù è una donna moderna, conosce benissimo i suoi desideri e fa ciò che serve per realizzare i suoi sogni. Il suo motto è “solo chi desidera volare ci riesce” quindi accettare un posto di lavoro prestigioso nell’organizzazione del Festival Pucciniano di Torre del Lago sembra essere la giusta ricompensa all'amore forte e devoto che la nostra protagonista vive per la musica e per la magnifica Versilia. E’ un breve ma intenso romanzo, si legge facilmente in una sera e vi farà rimpiangere di non aver conosciuto questi luoghi narrati così appassionatamente o vi farà venire la nostalgia, se avete avuto la fortuna di calcare la terra pucciniana. Liù è una donna come noi che leggiamo la sua storia, è una donna volitiva, che si innamora e che aspira ad un lavoro appagante, che sogna la sua casa ideale e che ci insegna ad inseguire le nostre reali aspirazioni.

giovedì 12 novembre 2015

Recensione del giorno: "Frammenti" di Arsenio Siani

FRAMMENTI
di Arsenio Siani
Editore Eretica, 2015, pag. 80
Genere: narrativa italiana

Non è il primo libro per il nostro giovane autore, di questo ne apprezziamo certamente l’originalità. Si tratta di una raccolta di racconti, ma non è questa la novità, bensì la capacità dello scrittore di elaborare storie brevi, a tratti difficili, con una nota positiva o un lieto fine, che non guasta. Sono racconti in prima persona, come se si trattasse di un diario di personaggi diversi, di “frammenti” di vita che uomini o donne hanno pensato di condividere con noi lettori, per insegnarci ad apprezzare maggiormente alcuni momenti che spesso ci lasciamo sfuggire. Un frammento, fra gli altri, mi ha colpito. “In attesa di una nuova partenza” è la storia di un uomo così preso dalla sua vita, da suo lavoro, dai doveri e dalla routine, da rimanere sconvolto e impreparato quando la vita gli regala un attimo di felicità, di sorpresa, negli occhi di una bella conducente di autobus, che lo strega, lo scompiglia a tal punto da mettere in discussione la sua quotidianità perfetta e sistematica e ci insegna quanto può essere provvidenziale per la nostra felicità lasciarci ogni tanto andare alle sorprese del destino senza farsi intrappolare dall’idea che noi stessi o la società ha costruito per noi.

mercoledì 11 novembre 2015

La recensione del giorno: "Ecce fimmina" e "La vita è un cerchio" di Luigia Pappalardo

ECCE FIMMINA
di Luigia Pappalardo
Editore Il mio libro, 2012, pag.126

“Ecce fimmina” è il romanzo di esordio di questa poliedrica scrittrice catanese; ci conduce in una Sicilia degli anni 80 in piena guerra fredda e come sempre teatro strategico di movimenti sociali e politici. E’ una storia cruda a tratti, come cruda è la realtà di quegli anni, difficili da vivere soprattutto per le donne, anzi per le “fimmine”. Giulia, la protagonista, vive con Fulvio, un marito difficile con disturbi mentali, una gravidanza vissuta fra violenze e soprusi; la morte del marito la getterà in una situazione ancora più difficile, con un suocero prepotente che la considera una sua proprietà, da cui dovrà difendersi in ogni modo e un bambino da tenere a riparo dalle brutture della vita. E’ la storia di una donna ma è anche la storia attualissima di molte donne dei nostri giorni.

LA VITA E' UN CERCHIO
di Luigia Pappalardo
Editore Il mio libro, 2015, pag.100



“La vita è un cerchio”, pubblicato recentemente, possiede uno stile diverso ma ugualmente coinvolgente. Si tratta di un genere diverso. Una serie di racconti, una serie di personaggi diversi, in cui i lettori a turno possono immedesimarsi o trovare di avere qualcosa in comune. Fra queste, forse, Evelina somiglia alla Giulia del precedente romanzo. Qui la violenza non è fisica ma la difficoltà di poter esprimere liberamente il proprio giudizio ed avere una discussione serena con il marito è evidente e dolorosa. Si tratta di personaggi dissimili, con sfaccettature caratteriali diverse fra loro, ma con in comune una inadeguatezza ad affrontare il mondo e i disagi che la vita comporta. Il malessere psichico e la paura sono il filo conduttore delle storie, con note di speranza che lasciano aperta la porta ad un futuro migliore per ciascuno.

martedì 10 novembre 2015

La recensione del giorno: "La guerra del metallo freddo" di Ivan Bruno

LA GUERRA DEL METALLO FREDDO
di Ivan Bruno
Editore Amazon Fulfillment, 2015, pag. 306
Genere: fantasy

Il primo romanzo fantasy per questo autore dopo il successo e la riedizione di “Mondi perduti”, una raccolta di brevi racconti. Adesso ci stupisce con un fantasy di portata notevole, con chiari riferimenti ad avvenimenti moderni e influenze manga. Il romanzo inizia con una dolorosa scena di guerra, durante la quale due delle protagoniste perdono in maniera cruenta la madre. Da quel momento inizia una serie di avventure e battaglie più o meno umane e terrestri. Siamo nell’anno 2485, in un futuro che ci auguriamo sia così spaventoso solo nei libri fantasy, ma che ricalca fedelmente le paure e le grettezze umane dell’epoca moderna. E’ una lettura piacevole, veloce, con uno stile cinematografico che favorisce la presenza del lettore nella storia. La descrizione dei personaggi è impeccabile e aiuta a mettersi in contatto con gli stati d’animo dei protagonisti, soprattutto di Lala e Nora. Apprezzabili i riferimenti all’Antico Testamento e ai 10 Comandamenti, con il procedere della lettura se ne capiscono i nessi con le vicende narrate e in qualche modo creano una sorta di contrasto fra quella che sembra l’anarchia fantasticata dall’autore e una norma dettata all’uomo migliaia di anni fa.

lunedì 9 novembre 2015

La recensione del giorno: "Tralci della stessa vite" di Gloria Pigino Verdi

TRALCI DELLA STESSA VITE
di Gloria Pigino Verdi
Editore Youcanprint, 2015, pag.130
Genere: romanzo

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Il primo romanzo di questa autrice, che sogna di iniziare una trilogia, è l’esempio di come la scrittura, o la lettura, possano essere un antidoto alla tristezza o al dolore, quando la vita decide di metterci alla prova. Auguriamo alla nostra autrice che il suo primo libro venga accolto con lo stesso entusiasmo con cui è stato scritto. Matilde, la protagonista ventitreenne, decide di tornare in Piemonte dopo un’esperienza all’estero e ritrova il suo primo e indimenticato amore, Edoardo. Tutto sembra riprendere con nuovo e rinnovato vigore tra i due protagonisti che vivono la loro storia nel paesaggio inimitabile delle Langhe, con il profumo delle marmellate e crostate della nonna di Matilde, la sua più grande confidente. Sarà proprio la nonna a segnare in qualche modo il destino di questi giovani, le cui vite saranno sempre legate come tralci di una vite ma inevitabilmente destinate a non vivere mai insieme. E’ una storia appassionata e struggente, dove le insicurezze di Matilde vengono in qualche modo curate dall’amore di Edoardo e da questa terra piemontese così gentile, ma che ci lascia con l’aspettativa di sapere cosa avverrà in futuro, in attesa che l’autrice decida il destino dei nostri protagonisti.



domenica 8 novembre 2015

La recensione del giorno: "Il collezionista di anime" di Martina Bianchi

IL COLLEZIONISTA DI ANIME
di Martina Bianchi
Editore Cicogna, 2015, pag.242
Genere: fantasy


Un'autrice ventenne alla sua prima pubblicazione che si presenta al mondo letterario con l'audacia e la passione che solo una giovanissima scrittrice può possedere. Su catalogo lo troverete nel genere fantasy, io credo invece che meriterebbe di stare nel più apprezzato genere thriller, catturando l’attenzione dei lettori più pretenziosi. La storia inizia con l’omicidio di una modella, a Londra, e con il ritrovamento di una giovane ragazza ferita, di nome Aria, a Roma. C’è un collegamento tra i due fatti? Soprattutto: perché Aria viene ricoverata in un ospedale psichiatrico? La protagonista è apparentemente una ragazza come tante, amatissima dalla famiglia, con un fidanzato e una vita agiata. E poi c’è Dolldam, una presenza misteriosa nella vita di Aria, solo lei ne può sentire la voce, come fosse la sua coscienza, o colui che decide del suo destino, o come dice lo stesso demone “una specie di sesto senso che se tu avessi almeno una volta ascoltato, probabilmente avremmo evitato molti guai. E comunque, fra te e me c’è un legame indissolubile.” Si rimane incollati alle pagine e al destino dei molteplici personaggi, con il dubbio se siano reali o frutto dell’immaginazione della nostra protagonista.

sabato 7 novembre 2015

La recensione del giorno: "L'età è solo uno stupido numero" e "Ho l'età giusta per amarti" di Deborah Lo Presti

L'ETA' E' SOLO UNO STUPIDO NUMERO
HO L'ETA' GIUSTA PER AMARTI
di Deborah Lo Presti
Editore StreetLib Write, 2015, pag.150 e pag.170
Genere: romanzi

I primi due romanzi di una giovane scrittrice, da leggere rigorosamente nell’ordine in cui li vedete nel titolo, poiché “Ho l’età giusta per amarti” è la “seconda puntata” della storia di Maria e Andrea. Maria è una veterinaria trentaquattrenne, indipendente e sicura di sé, con una vita appagata e organizzata che viene sconvolta dall’arrivo del giovane Andrea, 23 anni, forse troppo giovane ma irresistibile agli occhi della protagonista. Si sa, la differenza di età può diventare un problema e un tradimento può essere la classica goccia che fa traboccare il vaso, ma l’amore è così forte da riuscire a risolvere ogni contrasto dei protagonisti. Ottimo tentativo dell’autrice di portarci nella provincia bolognese per farci vivere dall’interno una storia intensa e moderna. Il linguaggio è giovanile, veloce, adatto ai ventenni come agli adulti. Si leggono tutto d’un fiato perché una volta conosciuti i protagonisti non potrete che sentirli simili a voi, come amici o vicini di casa e appassionarvi ai loro dialoghi e alle loro vicende, soffrire per i loro litigi e gioire delle loro riappacificazioni. Sono entrambe fiabe moderne, non ci sono principi o principesse ma due giovani che prendono il meglio dalla vita cercando di rendere la loro storia indimenticabile ai lettori.








mercoledì 4 novembre 2015

Trecento secondi, di Patrizia Fortunati


TRECENTO SECONDI
di Patrizia Fortunati
Falco Editore, pag.176
Genere: Romanzo 

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“Trecento secondi” è una sfida letteraria, per due motivi: racconta di un argomento scomodo, la violenza di una donna verso un uomo e perché la voce narrante è un uomo, il protagonista, ma chi ne scrive la storia è una donna. Una sfida che ci auguriamo superi le aspettative della stessa autrice perché si fa portavoce di un dolore taciuto ma devastante, quello di Paolo, un uomo normale, che vede la sua vita sconvolta dalla moglie, la quale da un giorno all’altro lo lascia, portando via i suoi tre figli e con la complicità dei genitori, sporge un numero spaventoso di denunce verso il marito, per violenza fisica e psicologica e per abusi sessuali. La vita di Paolo diviene un caos di incontri con giudici, avvocati, psicologi e assistenti sociali, tutti dediti a decidere se è un buon padre o un orco. La sua colpa, se è necessario trovarla, è quella di voler amare sua moglie Francesca, forse salvarla dalla sua perenne inquietudine ed essere un padre per i suoi ragazzi. Non è un romanzo e forse il suo intento non è neanche quello di essere una denuncia sociale, di certo lo scopo è quello di dare voce a tantissimi padri separati che vengono allontanati dai propri figli, privati della casa, a volte costretti a vivere ai limiti della povertà, ritenuti a priori colpevoli della separazione. Da leggere, può essere di aiuto a molti padri e di insegnamento a molte madri e può liberare i figli dal fardello di essere pedine inconsapevoli di una separazione. Come Paolo ci insegna: “Si resiste e si continua a vivere. Così ho imparato a fare io. Disperatamente.”



martedì 3 novembre 2015

La biblioteca della settimana: Biblioteche Riunite "Civica e A. Ursino Recupero"

“La purezza dei contorni, la morbidezza di ogni cosa, la cedevole scambievolezza delle tinte, l’unità armonica del cielo col mare e del mare con la terra… chi li ha visti una sola volta, li possiederà per tutta la vita”.
Elogio di Goethe ad un'incantevole Sicilia. Isola in cui profumi, colori, sapori, cultura, creano insieme un tesoro di inestimabile valore e bellezza.
Siamo a Catania, o meglio, “una raggiante Catania” (cit). Percorriamo Piazza Stesicoro, Via Etnea, la salita di Sangiuliano. Celebri vie di passaggio della Santuzza Agata e dei suoi fedeli, nel giorno della sua celebrazione, il 5 febbraio di ogni anno.
Siamo diretti al Monastero benedettino di San Nicolò l'Arena, secondo monastero più grande d'Europa, sede delle Biblioteche  Riunite “Civica e A.Ursino Recupero”, dichiarate dall'Unesco patrimonio dell’umanità. Una volta entrati al loro interno, non si fatica a capirne il motivo.
Biblioteca straordinariamente ricca, conta circa 270.000 volumi, incunaboli, codici, ciquecentine, pergamene, manoscritti. Perlopiù si tratta di libri provenienti dal fondo originario del monastero, costituito a partire dal XIV secolo.  Nel tempo poi, si sono uniti libri provenienti dalle congregazioni religiose catanesi e la raccolta libraria della famiglia Ursino Recupero composta da oltre 41.000 pezzi.
Ma più che il numero, è la qualità dei libri che rende unica la biblioteca catanese. Conserva ad esempio una Bibbia risalente al XIV secolo. Commissionata dal Papa, ci vollero 11 anni per terminarla e oggi è considerata tra le cinque più belle del Mondo. Dal 1914, la biblioteca si è arricchita anche di libri, quadri e mobili del poeta catanese Mario Rapisardi.
La sala Vaccarini, a pianta ovale, ospita il nucleo originale della biblioteca, con scaffali su cui sono conservati i libri, un ballatoio ligneo che corre lungo tutto il perimetro interno della sala e la volta affrescata da Giovanni Battista Piparo, con le rappresentazioni allegoriche delle Arti, delle Scienze e delle Virtù. Il pavimento è realizzato in maiolica di Vietri. Gli altri locali, in cui un tempo c'era il Museo dei Benedettini, sono oggi sale adibite alla lettura.
E' possibile, durante le ore di apertura al pubblico, visitare la Biblioteca guidati dalla
Direttrice, la dott.ssa Rita Angela Carbonaro, che con la minuzia di chi ben conosce e ama questo immenso tesoro storico e culturale, saprà sicuramente condurvi in un viaggio indimenticabile.
Via Biblioteca, 13 Catania CT, Italia (Monastero dei benedettini di San Nicolò l’Arena) Tel. (+39) 095 316 883