giovedì 29 ottobre 2015

Rubrica "A tu per tu con l'autore": intervista a Alexandro Bonanno



Per la rubrica “A tu per tu con l’autore”, oggi vi proponiamo l’intervista fatta ad Alexandro Bonanno autore del romanzo “Il buio dell’anima” edito da 0111 Edizioni.

Alexandro Bonanno è nato il primo giorno dell’anno, precisamente dell’anno 1988. Attualmente vive a Vibo Valentia, ma in passato ha avuto il piacere di abitare anche in grandi città come Roma, Milano e Torino. È responsabile d’ufficio, ha un orario elastico che gli consente di mantenere vivi i suoi hobby: ama la musica, lo sport e viaggiare. La scrittura rappresenta la voglia di raccontare il suo mondo, quello albergato nel profondo dell’anima, dove sono annidate le storie inventate, immaginate o sognate, come la sua prima opera: Il buio dell'anima. Al momento, il suo obiettivo è diventare uno scrittore completo e versatile, continuando a sfornare avventure per lasciare che la sua stessa passione sia trasmessa in forma letteraria.


Ciao Alexandro, per iniziare raccontaci qualcosa di te, qualcosa che vorresti che i nostri lettori sapessero prima di entrare in contatto con il libro che hai scritto.
Sono un ragazzo semplicissimo cresciuto senza perdere mai quella fantasia che appartiene ai bambini. Sogno
costantemente ad occhi aperti e la scrittura è diventata un mezzo per dar vita ai miei più assurdi pensieri.
Com’è nata questa passione per la scrittura?
Voglio essere sincero. Non c’è mai stato un momento in cui ho pensato: il sogno della mia vita è fare lo scrittore. Io e la scrittura ci siamo corteggiati per tanto senza mai sfioraci, finché un giorno, quasi per sbaglio, scrissi le prime righe. Inizialmente non sapevo cosa stessi facendo, ma non riuscivo a smettere di battere le dita sulla tastiera. Quelle poche righe diventarono pagine e le pagine capitoli finché non capii che era quella la mia strada.
Quando e come è nata l’idea di scrivere “Il buio dell’anima”? Già l'avevi in mente o si è delineata a poco a poco mentre scrivevi? 
L’idea principale è nata da un sogno bellissimo che avevo fatto. Su questa idea ho costruito pian piano tutti gli intrighi e le avventure che hanno reso questa storia un vero e proprio romanzo.
Come presenteresti il tuo romanzo a chi non ne ha ancora sentito parlare?
Il buio dell’anima è un fantasy che ruota attorno alle vicende di alcuni ragazzi catapultati in un mondo apparentemente familiare, il loro, che d’improvviso assume fattezze soprannaturali senza cadere nel banale. Una storia che lascia volontariamente il lettore con il fiato sospeso fino all’ultimo in attesa del gran finale.
Da quando hai iniziato a scriverlo a quando sei riuscito a pubblicarlo ti sei sempre divertito o alcune fasi del lavoro, come la revisione o la ricerca dell’editore, ti hanno quasi spinto ad abbandonare l’impresa?
Scriverlo è stato entusiasmante, editarlo ancora di più. Per mia fortuna ho avuto subito delle richieste di pubblicazione, quindi non ho vissuto la tristezza dei rifiuti e delle mancate risposte. C’è stata però una vicenda che mi aveva quasi scoraggiato. Un editore che si era offerto di pubblicarmi e che poi durante l’editing aveva rescisso il contratto. In quel momento ero molto giù di morale, credevo fosse l’occasione della vita e invece ho trovato in 0111edizioni delle splendide persone che tengo a ringraziare e sono davvero felice che il mio romanzo sia stato pubblicato da loro.
Sei soddisfatto del risultato?
Si, assolutamente. Ricevere i primi commenti che non sono di amici o parenti ti danno la consapevolezza del vero valore dell’opera e per mia fortuna sembra che il buio dell’anima stia piacendo davvero tanto, quindi sono soddisfattissimo.
Qual è il romanzo che ha “rivoluzionato” la tua vita conducendoti alla scrittura?
Non un romanzo, ma una scena di Benigni dove lui racconta il motivo per cui si sia innamorato della scrittura. Lui raccontò di essere in un prato a correre tra i fiori quando una farfalla, la più bella che avesse mai visto, si era fermata sulla sua mano. Pochi istanti e poi via in un battito di ali. Lui tutto emozionato torna a casa a raccontarlo alla madre in cui però non vede lo stesso stupore nei suoi occhi. Lui capisce che non era colpa della madre, ma sua perché le sue parole non avevano trasmesso la stessa emozione che lui aveva vissuto. Quel racconto ha fatto scattare la scintilla.
Come vedi la rivoluzione cui gli eBook hanno dato il via? Pensi spodesteranno mai il libro cartaceo?
Per gli scrittori emergenti l’e-book è una possibilità in più. Il prezzo più basso consente al lettore di rischiare di più su un emergente e allo stesso tempo dà modo all’opera di essere conosciuta. Il cartaceo è e resterà sempre la prima opzione, non credo si corrano rischi di estinzione. L’odore della carta, il piacere di sfogliare una pagina, sono cose che non possono essere sostituite, poi ovviamente ognuno ha le proprie preferenze, la mia resta il cartaceo.
Ai giorni nostri ci sono tantissimi romanzi, forse troppi. Come pensi che questo influisca nella carriera degli autori emergenti?
Ovviamente sì, ma sono dell’idea che un buon libro alla lunga riesca comunque ad emergere. Il problema semmai sono i costi per le piccole case editrici. Ovviamente è più facile comprare un romanzo di un autore famoso che quello di un emergente, se poi ci aggiungi che costa anche un buon 30-40% in meno, la scelta diventa banale.
Grazie per averci dedicato un po’ del tuo tempo e ti facciamo un grande in bocca al lupo.
Assolutamente, sono io a ringraziarvi per il vostro tempo. Grazie mille e  crepi!!

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